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Cantares -Testo di Machado e cantata da Joan Serrat

Feb 24, 2021

Cantares

Versi di Antonio Machado tratti nella sezione “Proverbios y cantares” della raccolta “Campos de Castilla” (1912) e di Joan Manuel Serrat

Musica di Joan Manuel Serrat, nel disco “Dedicado a Antonio Machado, poeta” del 1969.

Le strofe di Machado estratte da “Campos de Castilla” sono cantate da Serrat nell’ordine: XLIV, I, XXIX.

Le restanti strofe sono opera di Serrat, ma con inseriti due versi di Machado (caminante no hay camino/ se hace camino al andar).

Forse la più celebre canzone di Serrat che apre il secondo album in lingua castigliana del cantautore catalano. Mentre la Spagna è ancora sotto la dittatura franchista Serrat pubblica nel 1969, con coraggio ammirevole, un disco interamente dedicato al poeta Antonio Machado.

Il poeta spagnolo, costretto all’esilio dopo la sconfitta della Repubblica, muore dopo neanche un mese passato a Collioure, un paese a pochi chilometri dal confine con la Spagna.

Serrat accosta i versi di Machado sulla fugacità della vita al racconto dell’esilio e della morte del poeta ottenendo, grazie all’arrangiamento, una canzone di grande effetto.

 

Testo in spagnolo castigliano

Todo pasa y todo queda,
pero lo nuestro es pasar,
pasar haciendo caminos,
caminos sobre la mar.

Nunca perseguí la gloria,
ni dejar en la memoria
de los hombres mi canción;
yo amo los mundos sutiles,
ingrávidos y gentiles,
como pompas de jabón.

Me gusta verlos pintarse
de sol y grana, volar
bajo el cielo azul, temblar
súbitamente y quebrarse…
Nunca perseguí la gloria.

Caminante, son tus huellas
el camino y nada más;
caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.

Al andar se hace camino
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante no hay camino
sino estelas en la mar…

Hace algún tiempo en ese lugar
donde hoy los bosques se visten de espinos
se oyó la voz de un poeta gritar:
«Caminante no hay camino,
se hace camino al andar…»
Golpe a golpe, verso a verso…

Murió el poeta lejos del hogar.
Le cubre el polvo de un país vecino.
Al alejarse le vieron llorar.
«Caminante no hay camino,
se hace camino al andar…»
Golpe a golpe, verso a verso…

Cuando el jilguero no puede cantar,
cuando el poeta es un peregrino,
cuando de nada nos sirve rezar.
«Caminante no hay camino,
se hace camino al andar…»
Golpe a golpe, verso a verso.

Traduzione italiana di Lorenzo Masetti

Tutto passa e tutto resta,
però il nostro è passare,
passare facendo cammini,
cammini sopra il mare.

Mai cercai la gloria,
né di lasciare nella memoria
degli uomini la mia canzone,
io amo i mondi delicati,
lievi e gentili,
come bolle di sapone.

Mi piace vederli dipingersi
di sole e scarlatto, volare
sotto il cielo azzurro, tremare
improvvisamente e scoppiare…
Mai cercai la gloria.

Viandante, sono le tue orme
il cammino e niente più;
viandante, non c’è cammino,
si fa il cammino camminando.

Camminando si fa il cammino
e voltando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai
si deve tornare a calpestare.
Viandante non c’è cammino,
ma solamente scie nel mare…

Un tempo in quel luogo
dove oggi i boschi si vestono di biancospino,
si udì la voce di un poeta gridare
«Viandante non c’è cammino,
si fa il cammino camminando…»
Colpo dopo colpo, verso dopo verso…

Morì il poeta lontano dal focolare.
Lo copre la polvere di un paese vicino.
Allontanandosi lo videro piangere.
«Viandante non c’è cammino,
il cammino si fa camminando…»
Colpo dopo colpo, verso dopo verso…

Quando il cardellino non può cantare.
Quando il poeta è un pellegrino,
quando non ci serve a nulla pregare.
«Viandante non c’è cammino,
il cammino si fa camminando…»
Colpo dopo colpo, verso dopo verso..

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